giovedì, 21 febbraio 2008 ore 20:25
Ve la giro.
Io sono morta dalle risate!

Col mio lavoro di bagni pubblici ne vedo fin troppi, purtroppo! Mad

Il grande segreto di tutte le donne rispetto ai bagni e' che da bambina tua mamma ti portava in bagno, puliva la tavolozza, ne ricopriva il perimetro con la carta igienica e poi ti spiegava: "MAI, MAI appoggiarsi sul gabinetto" e poi ti mostrava 'la posizione'
che consiste nel bilanciarsi sulla tazza facendo come per sedersi ma senza che il corpo venga a contatto con la tavolozza.

'La posizione' e' una delle prime lezioni di vita di una bambina, importantissima e necessaria, deve accompagnarci per il resto della vita.

Ma ancora oggi, da adulte, 'la posizione' e' terribilmente difficile da mantenere, quando hai la vescica che sta per esplodere.

Quando 'devi andare' in un bagno pubblico, ti ritrovi con una coda di donne che ti fa pensare che dentro ci sia Brad Pitt.

Allora ti metti buona ad aspettare, sorridendo amabilmente alle altre che aspettano anche loro con le gambe e le braccia incrociate.
E' la posizione ufficiale di 'me la sto facendo addosso'.

Finalmente tocca a te, ma arriva sempre la mamma con 'la bambina piccola che non puo' piu' trattenersi' e ne approfittano per passare avanti tutte e due!

A quel punto controlli sotto le porte per vedere se ci sono gambe.

Sono tutti occupati. Finalmente se ne apre uno e ti butti addosso alla persona che esce.

Entri e ti accorgi che non c'e' la chiave (non c'e' mai); non importa...

Appendi la borsa a un gancio sulla porta, e se non c'e' (non c'e' mai!!), ispezioni la zona, il pavimento e' pieno di liquidi non ben definiti e non osi poggiarla lì, per cui te la appendi al collo ed e' pesantissima, piena com'e' di cose che ci hai messo dentro, la maggior parte delle quali non usi ma le tieni perche' non si sa mai.

Tornando alla porta... dato che non c'e' la chiave, devi tenerla con una mano, mentre con l'altra ti abbassi i pantaloni e assumi 'la posizione'...

AAhhhhhh... finalmente...

A questo punto cominciano a tremarti le gambe... perche' sei sospesa in aria, con le ginocchia piegate, i pantaloni abbassati che ti bloccano la circolazione, il braccio teso che fa forza contro la porta e una borsa di 5 chili appesa al collo.

Vorresti sederti, ma non hai avuto il tempo di pulire la tazza ne' di coprirla con la carta, dentro di te pensi che non succederebbe nulla ma la voce di tua madre ti risuona in testa 'non sederti mai su un gabinetto pubblico!', così rimani nella 'posizione', ma per un errore di calcolo un piccolo zampillo ti schizza sulle calze!!!

Sei fortunata se non ti bagni le scarpe.

Mantenere 'la posizione' richiede grande concentrazione.

Per allontanare dalla mente questa disgrazia, cerchi il rotolo di carta igienica maaa, cavolo...! non ce n'e'...! (mai).

Allora preghi il cielo che tra quei 5 chili di cianfrusaglie che hai in borsa ci sia un misero kleenex, ma per cercarlo devi lasciare andare la porta, ci pensi su un attimo, ma non hai scelta.

E non appena lasci la porta, qualcuno la spinge e devi frenarla con un movimento brusco, altrimenti tutti ti vedranno semiseduta in aria con i pantaloni abbassati.

NO!! Allora urli 'O-CCU-PA-TOOO!!!', continuando a spengere la porta con la mano libera, e a quel punto dai per scontato che tutte quelle che aspettano fuori abbiano sentito e adesso puoi lasciare la porta senza paura, nessuno osera' aprirla di nuovo
(in questo noi donne ci rispettiamo molto) e ti rimetti a cercare il kleenex, vorresti usarne un paio ma sai quanto possono tornare
utili in casi come questi e ti accontenti di uno, non si sa mai.

In questo preciso momento si spegne la luce automatica, ma in un cubicolo così minuscolo non sarà tanto difficile trovare l'interruttore!

Riaccendi la luce con la mano del kleenex, perche' l'altra sostiene i pantaloni, conti i secondi che ti restano per uscire di lì, sudando perche' hai su il cappotto che non avevi dove appendere e perche' in questi posti fa sempre un caldo terribile.

Senza contare il bernoccolo causato dal colpo di porta, il dolore al collo per la borsa, il sudore che ti scorre sulla fronte, lo
schizzo sulle calze... il ricordo di tua mamma che sarebbe vergognatissima se ti vedesse così; perche' il suo culo non ha mai toccato la tavolozza di un bagno pubblico, perche' davvero 'non sai quante malattie potresti prenderti qui'.

Ma la debacle non e' finita... sei esausta, quando ti metti in piedi non senti piu' le gambe, ti rivesti velocemente e soprattutto tiri
lo sciacquone!

Se non funziona preferiresti non uscire piu' da quel bagno, che vergogna!

Finalmente vai al lavandino.

E' tutto pieno di acqua e non puoi appoggiare la borsa, te la appendi alla spalla, non capisci come funziona il rubinetto con
i sensori automatici e tocchi tutto finche' riesci finalmente a lavarti le mani in una posizione da gobbo di Notredame per non far cadere la borsa nel lavandino; l'asciugamani e' così scarso che finisci per asciugarti le mani nei pantaloni, perche' non vuoi sprecare un altro kleenex per questo!

Esci passando accanto a tutte le altre donne che ancora aspettano con le gambe incrociate e in quei momenti non riesci a sorridere spontaneamente, cosciente del fatto che hai passato un'eternita' la' dentro.

Sei fortunata se non esci con un pezzo di carta igienica attaccato alla scarpa o peggio ancora con la cerniera abbassata!

A me e' capitato una volta, e non sono l'unica a quanto ne so!

Esci e vedi il tuo ragazzo che e' gia' uscito dal bagno da un pezzo e gli e' rimasto perfino il tempo di leggere Guerra e Pace mentre ti aspettava.

"Perche' ci hai messo tanto?" ti chiede irritato.

"C'era molta coda" ti limiti a rispondere.

E questo e' il motivo per cui noi donne andiamo in bagno in gruppo, per solidarieta', perche' una ti tiene la borsa e il cappotto,
l'altra ti tiene la porta e l'altra ti passa il kleenex da sotto la porta; così e' molto piu' semplice e veloce perche' tu devi concentrarti solo nel mantenere 'la posizione'.

E la dignita'.

* Questo e' dedicato alle donne di tutto il mondo che hanno usato un bagno pubblico e a voi uomini, perche' capiate come mai ci stiamo tanto.
*

- Janet -
martedì, 19 febbraio 2008 ore 12:49

 

 

 

 

 

 

 

Si chiama Janet la mia cagnolina a distanza.
E' bianca e nera, bellissima e spaventatissima, ne ha passate di tutti i colori e ha tanta paura dell'uomo, ma quelli di Save The Dogs ce la stanno mettendo tutta per farla stare bene.
Già la amo alla follia!

 



 

 

 


martedì, 19 febbraio 2008 ore 10:01

Un resoconto dettagliato del nostro week-end a Barcellona sarebbe davvero troppo lungo e, purtroppo, non ho moltissimo tempo.
Vi basti sapere che siamo state benissimo. Prima di tutto io e Mari andiamo d'accordissimo e questa è stata l'ennesima conferma di quanto viaggiamo bene insieme e di quanto siamo in sintonia.
Ora la città: bella. Non bellissima per i miei gusti.
Esattamente come me l'aspettavo. Non mi ha emozionato come altri posti in Europa, ma mi è piaciuta, soprattutto di domenica, quando sono usciti tutti i barcellonesi, quando abbiamo respirato un'aria rilassata, pulita, vera.
Abbiamo visto praticamente quasi tutto (quanto abbiamo camminato!!!), tutte le piazze e gli angoli nascosti, usando poco la cartina e tanto l'istinto (e alla fine così abbiamo trovato cose che, se avessimo usato la cartina, forse ci sarebbero sfuggite). Mi è piaciuto molto il quartiere gotico, ma ringrazio il cielo di non aver scelto l'hotel lì, troppa gente, troppa confusione. A proposito di hotel, LO CONSIGLIO A TUTTI! Fantastico!!! A due (ma veramente due!) passi dalla Rambla, pulitissimo, particolare, loro gentili e friendly, colazione meravigliosa, niente gentaccia, niente chiasso! e con davanti FrescCo, geniale catena di self service di prodotti freschi del mercato, frutta, verdura, ortaggi....per me il paradiso e tutto a meno di 10 euro e se vuoi ti servi più volte, mangi fino a stare male e il prezzo rimane quello!! Voglio un frescCo anche a Roma!!!!
Simpatiche le ramblas, ma dopo le 17 si riempono di gentaccia e ho trovato di un triste i banchi con gli uccellini, le tartarughe (anche le Hermanni!!!) i galli (ce ne era uno stremato dalla stanchezza, col collo piegato che ansimava ) i coniglietti e i furetti chiusi nelle gabbiette microscopiche alla mercè di dita di bimbi che si infilavano per tormentarli di continuo.
Carini gli alberi della città, stracolmi di pappagallini! (sfuggiti ai venditori??)
Bella la cattedrale, interessante ma pomposamente cattolica la Sagrada.
Affollatissimo, ma un piacere da fotografare, il Parc Guell.
Stupenda la casa Batlò.
E poi la fila per bere la famosa cioccolata calda in un locale storico, in mezzo a vecchietti del posto. La birra freddissima e che andava giù che era una meraviglia....Il porto, i mercatini...
Non abbiamo fatto le ore piccole, eravamo sfinite già alle 22! ma abbiamo mangiato e dormito benissimo. I catalani sembrano un pò tutti vivere decenni addietro, sia per come sono vestiti che per un certo grigiore che li pervade. Non è una città da shopping (per fortuna) ho comprato qualche cosina per ricordo e mi sono regalata solo una graziosa magliettina da desigual (alla "modica" cifra di 39 euro).
Volevo uno scialle da flamenco ma erano tutte cineserie.
Non ho visto gatti. Manco uno... In compenso tanti bulldog francesi
Più di una persona mi ha fatto i complimenti per come parlo bene l'inglese, perchè tutti gli italiani che vanno lì, mi hanno detto, parlano direttamente (prepotentemente) solo italiano....
No comment, a questo proposito, sulla fauna che affollava il volo Ryanair...Sono snob, lo so, ma certa gente dovrebbe starsene a casa...

Insomma, un bel weekend, sono pronta per un eventuale tour che tocchi Barcellona.

Ecco qualche foto...

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domenica, 03 febbraio 2008 ore 09:48
Non so se avete visto anche voi la puntata de Le Iene nella quale si è parlato di questo centro che versa in condizioni critiche visto che non gli sono mai arrivati i soldi promessi dal governo(centro-destra)

Io ho già mandato la mail, lo fate anche voi per favore???

http://www.oipaitalia.com/esotici/appelli/colibri.html