con tutta la paura di questo mondo mi butto in questa nuova avventura
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La cavalla buona e l'uomo bestia il 22/06/05
La cavalla buona e l'uomo bestia
di Oscar Grazioli
Chi c'era afferma che gli occhi della cavalla erano sconvolti, non dal
dolore ma dall'incredulità. C'era allegria nell'aria quella domenica,
l'allegria delle fiere di paese in una bella giornata di sole e di caldo
temprato da un'aria fresca che a Collagna non manca mai. Collagna, amena
località montana dell'Appennino reggiano proiettata verso il profumo della
Lunigiana e del golfo di Spezia... Quella mattina di primo giugno, a
Collagna si teneva, come tutti gli anni, la " fiera merci e bestiami ", una
delle mille fiere di paese che ogni giorno di festa, nei mesi estivi,
dovrebbe movimentare la vita degli abitanti e quella dei turisti. Le solite
bancarelle, gli stand gastronomici con gnocco fritto e salumi, l'immancabile
gazebo di peruviani che vendono le malinconiche note della cordigliera. Non
mancano poi gli artisti di strada, il mangiafuoco, l'uomo sui trampoli e il
lanciatore di coltelli. Poi deve per forza esserci qualche bestia a fare un
po' di spettacolo, sennò che fiera è? E allora c'è il maiale unto d'olio da
catturare o il rodeo dei vitelli o la corsa degli asini o, peggio di tutti,
lo spettacolo circense con il povero leone spelacchiato, i denti cariati e
le ossa divorate dall'artrite. Quel pomeriggio a Collagna c'era un altro top
che raramente manca in una sagra di paese seria. Lo spettacolo equestre, con
la straordinaria partecipazione dei Butteri dell'alta Toscana. +Venghino
siori, venghino a divertirsi, venghino siori e bambini 3;.;. E sono venuti.
Un piccolo gruppo di giovani a cavallo, vogliosi di farsi vedere, di
mostrare le loro bestie, le selle, i finimenti, gli speroni da cow boy.
Vogliosi soprattutto di far vedere ai Butteri come si comanda un cavallo. E
tra un "cin cin" e un "prosit", tra una generosa scollatura e una gonna
trasparente, salgono i toni, le battute si fanno più grevi, gli scherzi più
feroci. L'alcol lavora veloce e infido. Forse qualcuno gli ha allentato la
sella, forse l'ha sistemata male lui. Il giovane sale d'un colpo e scivola
dall'altra parte della cavalla tra gli scherni dei presenti e il sorriso di
un buttero che guarda la scena divertito. Ci riprova ancora, ma il tentativo
va a vuoto. Frizzi e lazzi si sprecano. La ragazza con le tette fuori ride
di lui. Parte il primo calcio, dritto nella pancia. Il giovane inveisce
contro la cavalla, mentre lascia andare una serie di calci con la punta
dello stivale. Nitriti di dolore, nitriti di sorpresa. La gente intuisce e
mormora, ma la furia si alimenta come il fuoco al vento. Il pugno è diretto
in pieno muso, poi un altro e un altro ancora. Ancora calci nel ventre,
sulle zampe e poi pugni a non finire dovunque. Ma che fa, si chiedono, la
vuole ammazzare a pugni e calci? Sì, è la sua intenzione. La cavalla
potrebbe alzarsi sui posteriori e sfracellare la testa dell'uomo con gli
zoccoli. Ma non lo fa, non lo può fare, vincolata come è da un patto antico
che non le permette di fare del male ad essere umano. E allora non rimane
che indietreggiare fino all'orlo del campo di calcetto. Rotola giù per la
scarpata scomposta e sbatte la testa contro una grossa pietra. Silenzio,
qualcuno piange, altri invocano aiuto. Il giovane si ferma, la furia si
placa. Pochi minuti e arrivano i soccorsi. Due veterinari veglieranno la
cavalla cercando di tamponare il sangue che sgorga dal naso e dalle
orecchie. Muore a mezzanotte. Dicono che negli occhi avesse ancora un misto
di tristezza e di incredulità.