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martedì, 31 gennaio 2006 ore 19:18

IL DOLORE E L'INDIFFERENZA


di Dacia Maraini

Trattiamo gli altri animali come fossero esseri insensibili, eppure ciò che ci differenzia da loro è nulla rispetto alle affinità

20-01-2006 - Fonte: corriere.it


Cos'è che ci rende così insensibili al dolore animale? Eppure ormai sappiamo, perché ce l'hanno detto tanti scienziati, che gli uomini hanno quasi tutto in comune con gli animali, cominciando dalla capacità di soffrire, di amare, di capire. Gli animali hanno memoria, gli animali conoscono l'affezione, la tenerezza, la protezione verso i più deboli, la solidarietà di specie, ma anche l'odio, il sentimento di vendetta, la frustrazione, la paura, l'aggressività, l'invidia, il coraggio e così via. Di tutto questo è composta un'anima nel senso antico della parola.

Eppure continuiamo a comportarci come se fossero fatti di materia insensibile, come se la loro sopravvivenza fosse proporzionale solo alla nostra utilità. Carne da macello, carne da tavola, carne da sperimentazione, carne da scambio. Carne e solo carne. Siamo capaci di tenerezze verso il gattino di casa che riempiamo di coccole, probabilmente viziandolo e rendendolo nevrotico. Ma quando si tratta di animali non domestici, di animali nel mondo, non riusciamo a vederli come esseri viventi, che come noi, hanno diritto a nascere e crescere su questo pianeta.
Animali da esperimento: ecco una delle violenze più nascoste e taciute. L'idea di fondo è che il sacrificio di topi, babbuini, cani, conigli, criceti, sia necessario al progresso della medicina. Nessuno si ferma a riflettere sulle sofferenze, insistite, vere e proprie torture che noi procuriamo ai piccoli animali da sperimentazione.

Spesso assolutamente inutili, se non proprio dannosi, come dimostrano i casi del Lipobay e del Vioxx ritirati precipitosamente dal mercato. L'uso disinvolto della sperimentazione animale, come spiega Pietro Croce in un libro tutto dedicato alla vivisezione e come ribadiscono gli amici di Equivita, porta malattie e morte. Gli animali sono simili agli uomini ma sono anche diversi di fronte alle malattie, di fronte ai farmaci. Troppe volte si sono presi per buoni i risultati di esperimenti fatti sui ratti, falliti poi miseramente sull'uomo. Per esempio i 30.000 giapponesi accecati dal clioquinol nel 1978. O i bambini nati focomelici per l'uso del talinomide, testato sui criceti e considerato sicuro, tanto da consigliarlo alle gestanti negli anni 60.

«Pochi leggono il Bollettino di informazione sui farmaci del Ministero della Sanità», scrive Croce. «Il numero dell'8 agosto 1983 ci informa che dal 1972 al giugno 1983 è stata revocata la registrazione (cioè vietata la vendita) di 22.621 confezioni di specialità medicinali, che, per lo stesso fatto di essere messe in vendita, avevano superato l'esame imposto dalla legge, della sperimentazione sull'animale. Un altro comunicato informa che le cose stanno cambiando, in peggio: dal 1984 al dicembre del 1987 gli effetti collaterali (solo quelli segnalati) procurati dai farmaci, sono stati 14.836, con 112 morti. Quanti anni ci vogliono per accorgersi che un farmaco è dannoso e quanti morti»? Gli antivivisezionisti insistono che non si tratta di pietà verso la sofferenza animale, probabilmente per non essere accusati di facile sentimentalismo. Per me invece, e non mi vergogno a dirlo, la pietà è un elemento determinante: non credo che si possa ottenere niente di buono dalla tortura e dalla morte procurata, anche se si tratta di animali. La vista, in questi giorni, di milioni di poveri pennuti chiusi nei sacchi della spazzatura starnazzanti e sepolti vivi sotto terra, mi sembra una cosa orribile, che fa disonore all'uomo.

«Ma quali le alternative?» chiedono a gran voce coloro che hanno una fiducia nella sperimentazione animale. Le alternative ci sono e stanno in una ricerca alternativa «genetica, fatta in colture in vitro, con metodi statistico-epidemiologici, simulazioni al computer». Stiamo tutti pagando questa lunga crudeltà verso gli animali che si vendicano, senza neanche saperlo, portando nuove e terribili malattie.

Dacia Maraini

Tratto da:
"Il Corriere della Sera" del 06.12.2005 e riportato da italy.peacelink.org


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lunedì, 30 gennaio 2006 ore 19:06

Oggi è finalmente arrivato il materiale dell'OIPA!!! Un sacco di volantini, qualche adesivo e un giornalino. Ho visto che hanno anche qualche gadget a prezzi davvero bassissimi!
Ho un bel pò di cose da leggere questa settimana..


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lunedì, 23 gennaio 2006 ore 18:57
www.animalieanimali.it
info@animalieanimali.it
(Ieri, oggi e domani)
... E A PARMA PARROCO RIMPROVERA SIGNORE IMPELLICCIATE
21 gen 06
Don Saccaglia le aveva notate in Chiesa durante benedizione degli animali.

21 gennaio 2006 - Benedizione degli animali con predica decisamente animalista a Parma, nella parrocchia dedicata a Sant'Antonio abate, dove martedi' 17 e' stata celebrata la festa del patrono con un appuntamento diventato ormai consueto per i cittadini. Lo riferisce l'Ente nazionale protezione animali (Enpa), che spiega come il parroco della Comunita' di Santa Cristina, Sant'Antonio Abate, Santa Maria Maddalena e San Pietro d'Alcantara di Parma, don Luciano Scaccaglia, "aveva invitato esplicitamente i fedeli, per rispetto alla giornata incentrata sugli amici con la coda, a non vestire con abiti decorati da pelli animali". Ma due signore "hanno fatto orecchie da mercante alla richiesta e si sono presentate in chiesa con le pellicce addosso" e sono state "aspramente rimproverate".
Il parroco "e' molto noto in citta' perche' permette ai quattrozampe l'accesso alle funzioni anche durante la messa della domenica- spiega l'Enpa- ed e' particolarmente apprezzato dagli amici degli animali per la sua autentica dedizione alla causa animalista". Martedi' infatti, per la benedizione degli animali, "la parrocchia era affollatissima nonostante l'ora pomeridiana- l'appuntamento era per le 17- e un clima inclemente, grazie alla partecipazione di un pubblico eterogeneo, compreso un cavallo, una capretta, tartarughe e criceti, oltre ai cani e ai gatti dei parrocchiani animalisti".
Non e' stata celebrata una messa, "ma e' stata impartita una benedizione con un'omelia sugli animali, da proteggere in quanto creature di Dio che, al pari dell'uomo, avranno spazio in paradiso", racconta l'Enpa. Nel corso del messaggio, "intriso di citazioni, don Scaccaglia ha rimproverato aspramente le donne impellicciate chiedendo loro con che coraggio si fossero presentate cosi' abbigliate, pur sapendo quante sofferenze sono patite dagli animali allevati e uccisi per le pelli".
E' l'ennesima esternazione "di un parroco 'scomodo', famoso a Parma per aver aperto le porte della sua chiesa a tutte le confessioni religiose, agli immigrati, a partiti politici di estrema sinistra, a tutti quelli che avevano bisogno di un tetto e una mano amica, senza chiedere nulla in contraccambio", spiega l'Enpa.
Don Scaccaglia "e' un esempio di impegno per tutti gli animalisti", che l'Enpa "ringrazia per l'accoglienza dedicata ai nostri piccoli amici, per il coraggio di fronte a una societa' che ancora non considera gli animali degni di pari considerazione, per la lezione di un amore autentico e privo di pregiudizi".
(Com/Ran/ Dire)


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domenica, 15 gennaio 2006 ore 21:42

SAVE TH WOLVES IN NORWAY! SIGN THE PETITION!
SALVIAMO I LUPI IN NORVEGIA! FIRMIAMO LA PETIZIONE!!
http://www.thepetitionsite.com/takeaction/399085910


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lunedì, 09 gennaio 2006 ore 21:34
SONO TUTTI MATTI !!!
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lunedì, 09 gennaio 2006 ore 19:37

BASTA! Basta anatre...galline...oche...tacchini...galli...polli...infilati con violenza dentro sacchi, stipati la'dentro senza possibilità di fuga...ammassati sui camion, gettati in fosse...sepolti vivi...bruciati vivi!..
COME FOSSERO COSE. INSENSIBILI COSE.OGGETTI. SPAZZATURA. NULLA.

Non ne posso piu'!


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lunedì, 09 gennaio 2006 ore 17:59

Sicuramente l'anno nuovo non poteva iniziare in modo più impegnativo di cosi'...
Grande emozione e......tensione alle stelle per il training..
Venerdi', invece, assegnazione stage....
Ci sarà da "ridere"!..

Mi piacciono le novità. Le adoro! :)


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martedì, 03 gennaio 2006 ore 23:12

P1000014


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martedì, 03 gennaio 2006 ore 17:44
BUON ANNO A TUTTI! (in ritardo)